domenica 19 marzo 2017

LA SICUREZZA DELLO STUDIO ODONTOIATRICO

Dopo qualche mese di interruzione riprendiamo le nostre pubblicazioni su questo blog con un argomento molto importante: la sicurezza degli studi dentistici. La normativa italiana consente all'odontoiatria di erogare le proprie prestazioni  solo in studi preventivamente autorizzati. Ciò significa che prima di poter aprire, i locali e le attrezzature vengono controllate dalla Azienda USL di competenza che valuta se è tutto a norma. Tali controlli possono venire effettuati anche successivamente quando lo studio è in funzione, ciò comporta che l'odontoiatra è tenuto a mantenere un costante ed elevato livello di qualità dei locali e delle attrezzature che utilizza sul paziente. 
Anche i prodotti utilizzati dai dentisti sono sicuri e controllati: tutti i prodotti usati all'interno di uno studio odontoiatrico sono qualificati come dispositivi medici e sottoposti alla Direttiva 93/42/CEE che sancisce l'obbligo per il fabbricante del dispositivo medico  di rispettare specifici requisiti di Sicurezza e solo dove questi requisiti siano ottemperati sarà possibile apporre la marcatura CE che consente di vendere il prodotto. Sono dispositivi medici sia le protesi odontoiatriche che gli impianti, sono poi dispositivi medici su misura (cioè creati ad hoc per quel paziente) e protesi odontoiatriche ed ortodontiche (c.d. apparecchi).  Anche la stessa poltrona sulla quale si siede il paziente, il bisturi che usa il dentista e la sterilizzatrice (macchinario per sterilizzare gli strumenti) sono classificati come dispositivi medici. 
La sterilizzazione in particolare è molto importante perché garantisce la salute del paziente. La direttiva su questa face prevede l'obbligo di un preciso sistema si controllo e tracciabilità, cioè di aver la possibilità di monitorare il ciclo di sterilizzazione dei singoli strumenti riportando in seguito sulla singola busta i dati relativi al processo. Si tratta di un sistema rigido e preciso  che offre piena sicurezza al paziente  e la massima qualità delle cure odontoiatriche. 
Gli studi dentistici sono frequentati da molte persone le metodiche di disinfezioni e sanificazione richieste sono rigorose a tutela di pazienti e operatori. 
La  disinfezione dell'ambulatorio tra un paziente e l'altro avviene con disinfettanti d'alto livello. I disinfettanti sono prodotti classificati dispositivi medici la cui efficacia è testata e certificata da precise normative. I disinfettanti vengono nebulizzati su tutte le superfici  dell'ambulatorio, la contaminazione inattivata dal disinfettante di rimuove nella fase di asciugatura delle superfici.  
Le operazioni di disinfezione vengono svolte tra un paziente e l'altro, in questo modo è come se ogni paziente fosse l'unico della giornata. L'ambiente infatti è sempre pulito e disinfettato a regola d'arte.

Il dentista per svolgere la sua professione utilizza numerosi e particolari strumenti che vengono sterilizzati ad ogni uso. La sterilizzazione degli strumenti è un percorso che prevede diverse fasi (raccolta, decontaminazione, detersione e lavaggio, risciacquo, asciugatura, manutenzione, assemblaggio, confezionamento, sterilizzazione, custodia) eseguite a mano parzialmente o interamente  automatizzate. Il momento iniziale consiste  nella raccolta degli strumenti  e in seguito nella decontaminazione degli stessi per renderli sicuri da maneggiare durante le operazioni di pulizia. Una volta decontaminati e disinfettati, gli strumenti vengono confezionati e sigillati in speciali buste di carta e pvc così da proteggerli nel tempo e garantirne la completa sterilità. Si passa quindi alla sterilizzazione, la fase centrale dell'intero processo che  ha lo scopo di eliminare ogni forma  microbica vivente patogena e non. Infine gli strumenti decontaminati puliti e sterilizzati si custodiscono confezionati per un determinato tempo pronti per l'utilizzo in completa sicurezza. Tale sistema è cosi importante che vengono effettuati controlli preventivi e verifiche sui macchinari affinché il dentista abbia sempre un controllo quotidiano sul livello di sicurezza del suo studio dentistico. 
Grazie a questo preciso protocollo di lavoro, il paziente è sicuro di essere curato con degli strumenti completamente sterili durante ogni intervento. 

Accertati sempre che il tuo dentista esegua sempre la disinfezione dell'ambulatorio tra un paziente e l'altro e che apra sempre davanti a te le buste sigillate degli strumenti sterilizzati. Questa è la miglior garanzia che il tuo dentista ti sta offrendo davvero la completa sicurezza e la qualità delle cure.

Per conoscere  nel dettaglio il nostro protocollo di sterilizzazione visita la nostra pagina dedicata  http://dottorraffaelefussi.com/





Testo tratto da  "Guida alla sicurezza del paziente odontoiatrico" www. euronda.it 

martedì 2 giugno 2015

BASTA RUSSARE! FINALMENTE SONNI TRANQUILLI!


Basta russare! Ad ognuno di noi può capitare di russare di tanto in tanto, ma se accade di frequente, può influenzare la qualità del sonno e la sua durata, oltre che infastidire i propri famigliari o compagni di stanza. Studi dimostrano che circa il 40% della popolazione russa. Durante il sonno, i muscoli del collo e della faringe si rilassano restringendo le vie aeree superiori. Il flusso d‘aria vi transita ad una velocità aumentata, facendo vibrare alcune parti nella zona faringeale; il rumore prodotto di questa vibrazione è il russare. Russare è quindi un processo meccanico, a cui si può ovviare meccanicamente. Qui entra in gioco la terapia odontoiatrica. 
Russamento

Il russamento leggero o primario non ha conseguenze sulla salute, mentre ne ha la roncopatia - il russamento patologico. Russare è più comune nel sesso maschile con una componente non trascurabile di ereditarietà. Il 4% di uomini ed il 2% di donne tra i 30 ed i 60 anni a causa del russamento presentano un elevato numero di apnee notturne mentre il numero delle persone che russano oltre i 60 anni con un numero elevato di apnee notturne raggiunge l'11% della popolazione.Non è rara nei bambini il russamento per l'ipertrofia delle adenoidi e delle tonsille che pero risulta essere passeggera nella maggior parte dei casi.


Apnea

Apnea: arresto respiratoro durante il sonno.

A partire da un certa grado di gravità l‘apnea del sonno è una disfunzione grave che può essere causa oltre che di sonnolenza diurna anche di serie malattie sistemiche.L‘apnea è un arresto del respiro. L‘apnea ostruttiva è una restrizione completa delle vie respiratorie, mentre nell‘apnea centrale viene a mancare il riflesso centrale del respiro. L‘ipopnea è invece una riduzione del volume del respiro superiore al 50%. La gravità di questa disfunzione viene determinata ricorrendo all’indice di apnea/ipopnea (AHI). Un‘apnea/ipopnea dura almeno 10 secondi. Si contano le apnee per ora di sonno, 10 apnee all‘ora, danno un indice pari a 10. Un indice da 0 a 5 è considerato normale, da 5 a 10 lieve, da 10 a 20 di media entità, e sopra 20 si ha apnea grave del sonno.
L‘apnea ostruttiva è caratterizzata dall‘interruzione di un russamento (roncopatia) molto rumorosa. L‘apnea centrale invece non dà sintomatologia esterna.


Silensor-sl

Come agisce il bite antirussamento?La velocità del flusso d’aria diminuisce e si attenuano le vibrazioni rumorose delle parti molli. 

Il bite antirussamento Silensor-sl è costituito da un bite trasparente per l’arcata dentaria superiore ed uno per l’arcata inferiore. La mandibola viene mantenuta in posizione o anteriorizzata a mezzo di due connettori che uniscono lateralmente i due bite. In tal modo il Silensor-sl evita il restringimento delle vie respiratorie.
Silensor-sl lascia mobilità alla mandibola, ma impedisce abbassamenti e movimenti all'indietro.
Questa funzione rende Silensor-sl un dispositivo antirussamento confortevole e nel contempo efficace.

Indagini cliniche 1-6 hanno dimostrato che l‘anteriorizzazione mandibolare riduce il russare in oltre l‘80% dei pazienti e l’indice di apnea può essere ridotto di oltre il 50% .

Quando è indicato Silensor-sl? Dato che nella quasi totalità dei casi il russare è causato da restrizione delle vie aeree, si può prevedere che Silensor-sl sia in grado di portare sollievo. 
La struttura costruttiva non impedisce la respirazione con la bocca. Un peso corporeo notevolmente superiore alla norma può tuttavia esser di ostacolo. 
Un indice di massa corporea BMI (Body Mass Index) maggiore a 30 riduce progressivamente l‘efficacia di Silensor- sl. 
In caso di edentulia Silensor-sl non può essere applicato. L‘odontoiatra deve valutare se la dentatura residua assicura una ritenzione adeguata. 
Quando vi è sospetto di apnea del sonno, per la gravità di questa malattia, l‘utilità di Silensor-sl va verificata da un centro specializzato di analisi del sonno.









Bibliografia:
1 Oral appliances for snoring and obstructive sleep apnea:a review, Ferguson, Cartwright, Rogers, Schmid-Novara Sleep, Vol. 29, No. 2, 2006
2 Oral appliance therapy for the management of sleep disordered breathing: an overview, Robert T. Rogers, D.M.D. Sleep and Breathing, Vol. 4, No. 2, 2000
3 Dental considerations in upper airway sleep disorders: a review of the literature, Ivanhoe, Cibirka, Lefebre, Parr The Journal of Prosthetic Dentistry , Dec. 1999, 685
4 Mandibular advancement splints and CPAP in patients with obstructive sleep apnoea: a randomized cross over trial L‘Estrange, Luo, Smith, Grant, Simonds, Spiro, Battagel European Journal of Orthodontics 24 (2002) 239-249
5 Mandibular advancement and sleep disordered breathing Clark, Kobayashi, Freymiller • CDA Journal, April 1996

6 Dentistry‘s role in the diagnosis and co-management of patients with sleep apnoea syndrome A. H. Friedlander, I. K. Friedlander, M.A. Pogrel British Dental Journal, Vol. 189, No. 2, July 22, 2000


sabato 2 maggio 2015

BLEACHING: Tutto quello che devi sapere sullo sbiancamento dentale

Le cause della pigmentazione dei denti sono molteplici. Alcune discromie interessano tutta l'arcata e sono causate per lo più da cibi, bevande e tabacco, che col tempo possono macchiare lo smalto. Anche con l'avanzare dell'età i denti diventano più scuri. Si tratta di discromie generiche che possono comparire in chiunque. 

Come funziona lo sbiancamento?

Il processo di sbiancamento è possibile grazie alla capacità del perossido di Carbammide e del Perossido di Idrogeno di diffondersi liberamente attraverso lo smalto e la dentina e raggiungere tutte le parti del dente.  Per lo sbiancamento cosmetico sono sufficienti concentrazioni fino al 6% di Perossido di Idrogeno, che penetrano nella superficie esterna dei denti ed eliminano le macchie causate da cibi, bevande e tabacco. 
Nel caso di discromie causate da patologie, traumi e terapie mediche possono essere necessarie concentrazioni più elevate in grado di raggiungere le zone più profonde del dente pigmentato.
Questi perossidi si scompongono in radicali liberi di Ossigeno che  migrano fra i prismi dello smalto, decomponendo le molecole colorate che causano la discromia dentale. La struttura del dente non viene alterata. Semplicemente il colore interno del dente è reso più chiaro.
Gli agenti sbiancanti si scompongono in minuscole molecole e si dirigono in tutte le direzioni attraverso il dente, per cui non è necessario che tutta la superficie del dente sia coperta dall’agente sbiancante. Numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia dei Perossidi nello sbiancamento dentale: smalto, dentina, otturazioni esistenti, e adesivi non sono alterati ne vengono danneggiati  dagli agenti sbiancanti.


Lo sbiancamento influisce sull’adesivo?

Nonostante gli agenti sbiancamenti rilascino una grande quantità di ossigeno nel dente, i legami adesivi esterni non vengono indeboliti. Se lo sbiancamento viene effettuato prima di un trattamento adesivo attendere 7/10 giorni dal completamento del trattamento.


Quanto dura lo sbiancamento?


I risultati ottenuti con lo sbiancamento  sono decisamente stabili ma in base all’ alimentazione e alle abitudini di vita del paziente può essere necessario ricorrere periodicamente a trattamenti di richiamo. 


Lo sbiancamento provoca sensibilità dentale?


La sensibilità dentale è un effetto collaterale relativamente comune dello sbiancamento. Se si verifica è temporanea e scompare dopo il completamento dello sbiancamento. Tuttavia tutti i prodotti Opalescence contengono agenti desensibilizzanti Formula PF (a base di Nitrato di Potassio e Fluoro) per un maggiore comfort. La ricerca ha dimostrato che il Nitrato di Potassio si diffonde attraverso lo smalto e la dentina e raggiunge la polpa proprio come il Perossido di Idrogeno. Il Nitrato di Potassio svolge invece più un’azione di analgesico o anestetico evitando che il nervo si ripolarizzi dopo essere stato depolarizzato nel ciclo del dolore. Il Fluoro agisce principalmente come un sigillante tubolare, otturando i fori e rallentando il flusso di fluido che causa la sensibilità.


 Che differenza c'è tra lo sbiancamento alla poltrona e gli sbiancanti domiciliari?

Per quel che riguarda lo sbiancamento alla poltrona i prodotti hanno una concentrazione di Perossido di Idrogeno superiore al 6% e seguono le disposizioni della Dir. 93/42/CEE (direttiva Dispositivi Medici). Si tratta di sbiancanti che per la loro natura medica devono essere applicati sul paziente  unicamente dal dentista. Nello sbiancamento domiciliare i prodotti hanno una concentrazione massima di Perossido di Idrogeno del 6% e seguono le disposizioni della Dir. 2011/84/UE (cd Direttiva Cosmetici). Si tratta di gel sbiancanti che hanno una modalità di applicazione tramite mascherina e quindi dopo la prima applicazione sotto la supervisione del professionista dentale, possono essere proseguiti a domicilio del paziente. L’utilizzo delle mascherine domiciliari pre-dosate, può essere una comoda soluzione per prolungare ed accentuare gli effetti dello sbiancamento alla poltrona effettuato dal tuo dentista di fiducia.


Come avviene lo sbiancamento?

Dopo l’attivazione Opalescence Boost viene applicato direttamente dalla siringa. Il flusso è uniforme e non cola. Il colore rosso intenso facilita il corretto posizionamento e garantisce l’eliminazione completa.
La diga liquida consiste in una resina acrilica verde fluida che viene posizionata nella gengiva al confine con il dente al fine di proteggere la gengiva dall'azione dello sbiancante per evitare arrossamenti e/o sensibilità. Il gel deve rimanere 20 minuti a contatto con lo smalto dei denti, trascorso i quali viene rimosso dal dentista. Non è necessario usare lampade.

Ci sono delle controindicazioni allo sbiancamento?

Corone, ponti, otturazioni e faccette non vengono sbiancati e il trattamento non deve essere eseguito durante la gravidanza e su minori di 18 anni.


L'importanza di una corretta diagnosi per uno sbiancamento efficace

Solo presso uno studio dentistico è possibile una diagnosi adeguata, premessa per uno sbiancamento corretto ed efficace  perché solo denti puliti e sani possono essere efficacemente sbiancati dato che placca e tartaro inibiscono gli effetti del gel sbiancante. 
Solo presso uno studio dentistico si possono trovare prodotti  sbiancanti la cui sicurezza ed efficacia è comprovata da anni di utilizzo e da molteplici studi clinici.
Solo presso uno studio dentistico sono disponibili diverse tipologie di sbiancamenti perché  ogni paziente è diverso ed ha bisogno di un trattamento a lui dedicato.


Ci sono pubblicità di sbiancamenti fai-da-te con acqua ossigenata a basso volume...funzionano davvero?
L'utilizzo frequente di acqua ossigenata ossida i tessuti molli: le gengive, le labbra, le guance, la lingua, provocando anche danni di distruzione di tessuto, infiammazione cronica, desensibilizzazione del sistema sensoriale.  Per questo è necessario rivolgersi al dentista che nell'esecuzione dello sbiancamento protegge le gengive con l’applicazione di una diga liquida, cioè una resina acrilica verde fluida che viene posizionata nella gengiva al confine con il dente. Inoltre protegge guance e labbra con un' apposito apribocca e usa il fermalingua per proteggere la lingua dal contatto con gli incisivi


Lo sbiancamento indebolisce lo smalto dentale?

Il gel sbiancante Opalescence contiene il fattore PF (che significa Nitrato di Potassio e Fluoro).  Il Nitrato di Potassio contribuisce a ridurre la sensibilità dentinale, fungendo da anestetico a livello della polpa, mentre il Fluoro a ridurre la carie e a rinforzare lo smalto. Insieme migliorano sensibilmente la salute orale generale.


 Lo Studio Dentistico Dott. Raffaele Fussi utilizza solo prodotti Oplascence della Ultradent.

Dal 1990 Ultradent (Salt Lake City, USA) ha sviluppato i primi gel sbiancanti della linea Opalescence. Da allora, grazie ad una ricerca costante e ad una linea di prodotti innovativa, i trattamenti sbiancanti Opalescence sono leader indiscussi di mercato a livello mondiale.  
Ultradent è certificata ISO 13485, e i suoi prodotti venduti in Europa recano il marchio CE.  Inoltre Ultradent ha accolto con grande favore l’approvazione della Direttiva 2011/84/UE sui prodotti sbiancanti perché in essa sono contenuti dei principi  che l’azienda ha sempre sostenuto: il trattamento sbiancante deve avvenire sotto la supervisione del professionista dentale.


venerdì 21 novembre 2014

DAI DENTINI DA LATTE AI DENTI PERMANENTI

I denti decidui, comunemente chiamati “da latte”, sono quelli che compaiono per primi e che sono destinati a cadere e ad essere sostituiti da quelli permanenti a partire dal sesto anno di vita. La dentizione decidua è composta da 20 denti. Ogni arcata dentale decidua conta 10 denti: 4 incisivi, 2 canini, 4 molaretti.
I primi denti decidui a comparire in arcata sono gli incisivi centrali inferiori, che di solito compaiono insieme o a brevissima distanza l’uno dall'altro (dai 6 ai 10 mesi),  seguiti poi dai superiori (dagli 8 ai 12 mesi), dagli incisivi laterali superiori (dagli 8 ai 13 mesi) e inferiori (dai 10 ai 16 mesi) , dai primi molaretti, dai canini ed infine dai secondi molaretti (vedere tabella sotto). 
Il completamento della dentizione decidua avviene generalmente entro il 30° mese di vita, ma la tempistica è soggettiva ed un lieve ritardo non deve mettere in allarme. Ogni bambino ha una propria tipologia di crescita, solo se il primo dentino non compare intorno al 1° anno di vita è consigliabile consultare un dentista pediatrico. 
E' opinione comune, ma errata, che i denti decidui non debbano essere curati perché destinati alla caduta ed alla sostituzione da parte dei denti permanenti. In realtà è molto importante prevenire e curare la carie dei dentini da latte che avendo una struttura molto fragile sono facilmente attaccabili dalla carie. Inoltre la perdita prematura di un dentino da latte può causare disallineamento dei denti permanenti e malocclusione. E’ importante mantenere i denti decidui in salute, perché la loro presenza permetterà l’eruzione corretta dei permanenti, aiuterà la funzione masticatoria e la fonazione, cioè la corretta emissione del suono delle parole.

A proposito della cura dei dentini da latte vale la pena ricordare quanto abbiamo scritto riguardo la prevenzione di una patologia molto severa: l'ECC (Early Childwood Caries o Baby Bottle Syndrom o Carie da Biberon o Carie della Prima Infanzia).  La causa principale di questa patologia va ricercata nell'uso prolungato del biberon contenente sostanze zuccherate o latte anche non addizionato con zucchero, principalmente assunti nelle ore notturne quando il flusso salivare è fortemente ridotto. 
Il quadro clinico può presentarsi con forme iniziali di demineralizzazione dello smalto fino alla completa amputazione degli elementi decidui. La localizzazione clinica riguarda più spesso la superficie vestibolare (quella che guarda le labbra) dei denti anteriori della dentatura decidua e diffonde rapidamente al resto della dentizione. In letteratura sono riportati valori di prevalenza variabili tra l'1 e il 12% nei paesi industrializzati e valori superiori al 70% nelle nazioni in via di sviluppo e nelle fasce deboli della popolazione anche in paesi ad elevato reddito.
Le principali manifestazioni cliniche dell'ECC sono il dolore, la presenza di ascessi e fistole cui si associa una frequente compromissione dello stato di salute generale con possibile conseguente malnutrizione. Lasciare che il bambino si addormenti col biberon succhiando latte o altre sostanze zuccherine, oppure lasciarlo per ore col ciuccio imbevuto di sostanze cariogene, è quindi fortemente sconsigliato.

La seconda dentizione prende il nome di permanente, perché destinata a durare tutta la vita. E' composta in totale di 32 denti. Ogni arcata dentale permanente conta 16 denti: 4 incisivi, 2 canini, 4 premolari, 6 molari.
L'eruzione dei denti permanenti inizia a partire dai 6 anni con l'erompere in cavità orale dei primi quattro molari. Il primo molare è il primo dente permanente, che non prende il posto di nessun dente da latte ma si posiziona in fondo all'arcata. Questo dente risulta di particolare importanza per tutta la dentizione permanente: in primo luogo è il dente che sopporta il maggior carico masticatorio e quasi sempre è il dente più sviluppato come corona  e come radici quindi perdere prematuramente questi quattro elementi significa mutilare gravemente la funzione masticatoria. 
Spesso i genitori sono indotti a sottovalutare l'igiene orale nei bambini all'età di 6 anni poiché pensano che ancora tutti i denti debbano esser permutati. Il primo molare permanente viene fuori dietro l'ultimo dente di latte posteriore, all'inizio potrebbe dunque essere difficile da individuare ma l'attenzione a due particolari importanti possono risolvere questo dubbio: una forma della corona decisamente più massiccia e un colore meno bianco. 
Si raccomanda quindi all'avvenuta completa eruzione di questi primi quattro denti permanenti una visita odontoiatrica per valutare lo stato dei solchi tra le cuspidi che qualora fossero molto approfonditi e frastagliati dovranno essere riempiti con una sigillatura. La sigillatura ha il compiti di diminuire le superfici a rischio di carie. 
Fra i 6 e mezzo e  i 7 anni vengono permutati gli incisivi centrali inferiori e superiori, seguiti, dopo un breve intervallo, da quelli laterali. All'età di 6 anni e mezzo il bambino si ritrova con 12 denti per arcata e ci rimane fino a 8 anni. Fra gli 8 anni e mezzo e gli 11 avviene la permuta del canino da latte, del primo molaretto e del secondo molaretto rispettivamente con il canino permanente il primo premolare e il secondo premolare. La sequenza può essere variabile, in questa fase è importante che il bambino venga sottoposto a visita odontoiatrica per poter valutare la corretta eruzione dei canini permanenti in particolar modo dei canini permanenti superiori he sono i denti che anno incontro ad inclusione (ovvero rimangono inclusi dentro la nella compagine ossea senza la possibilità di poter scendere in arcata, solamente più tardi un altro elemento avrà una possibilità superiore di rimanere incluso e si tratta dei terzi molari detti anche denti del giudizio). 
Il penultimo dente ad erompere è il secondo molare permanente che non trovava corrispondenza nella dentizione decidua. Il periodo di eruzione è a circa 12 anni. A questo punto la dentizione può quasi ritenersi completata si completerà definitivamente in un periodo molto variabile che può andare da un minimo di 17 18 anni fino a 30 e più con il terzo molare. Il terzo molare apparirà in arcata a 17/18 anni quando vi sarà lo spazio nell'arcata ossea sufficiente per accoglierlo. Andrà in disodontiasi, difficoltà di eruzione, se lo spazio nell'arcata ossea risulterà troppo misero per le dimensioni del dente, con conseguenza cliniche di vario tipo e varia gravità.

Disposizione denti decidui ed epoca di eruzione e caduta.


Disposizione denti permanenti ed epoca di eruzione.


domenica 9 novembre 2014

PRIMA VISITA E APPROCCIO COMPORTAMENTALE DEI BAMBINI CON IL DENTISTA

Qual'è l'età per la prima visita dal dentista? Spesso questa domanda viene rivolta al medico di famiglia o ad altre mamme, in realtà quasi mai viene rivolta al proprio dentista, il quale risponderebbe: è consigliabile che la prima visita odontoiatrica venga fatta al completamento della dentizione decidua (3/4 anni di età) indipendentemente dalla presenza o meno di problematiche dentali, per valutare se la prognosi della dentizione futura sarà favorevole o meno. 
Durante la prima visita il bambino ha l'opportunità di prendere confidenza sia con l'ambiente operativo sia con il personale odontoiatrico. Naturalmente è indispensabile un'adeguata istruzione e preparazione all'accoglienza psicologica del bambino sia da parte dell'odontoiatra che dei genitori. E' consigliabile che l'ambiente operativo sia a misura di bambino, non ansiogeno ma tranquillizzante. Durante la prima visita vengono spiegati al piccolo paziente ed ai genitori i principi fondamentali della prevenzione primaria e le eventuali fasi del piano di trattamento, qualora necessario.



La principale prevenzione è quella della patologia cariosa degli elementi dentali decidui e permanenti. La patologia cariosa è una malattia infettiva a carattere cronico-degenerativo, trasmissibile, con cause multifattoriali che interessa i tessuti duri dentali determinandone la distruzione. Rappresenta ancora oggi una delle patologie più diffuse nella popolazione generale ed in particolare durante l'età pediatrica. 
Secondo la teoria proposta da Keyes nel lontano 1962, ma ancora oggi valida, sono necessari tre fattori di rischio fondamentali perché si realizzi la carie: una flora batterica cariogena, una dieta ricca di carboidrati fermentabili, ridotte difese dell'ospite.

Le condizioni socio-economiche ed ambientali-culturali giocano un ruolo importante nello sviluppo della patologia cariosa, influenzando anche le abitudini correlate alla salute orale, quali l'igiene orale personale e l'igiene alimentare. L'elevata prevalenza delle carie nella popolazione infantile italiana, la più alta nel mondo occidentale, ci porta a considerare l'intera popolazione come potenzialmente a rischio di carie pertanto sono necessari interventi preventivi di tipo estensivo.
Infatti è emersa una prevalenza di circa il 22% di patologia cariosa nei bimbi a 4 anni e di circa il 44% a 12 anni.  In Italia la quasi totale assenza sul territorio di servizi odontoiatrici di comunità rende ancora più difficile l'attuazione di programmi di prevenzione puntuali ed efficaci.

Tra gli interventi preventivi ricordiamo:
1) FLUOROPROFILASSI
La costante presenza di adeguate concentrazioni di fluoro nel cavo orale riduce significativamente il rischio di carie. La somministrazione del fluoro attualmente non è invece raccomandabile in gravidanza in quanto non trova adeguato supporto delle evidenze scientifiche disponibili. In definitiva, sarà compito dell'odontoiatra prescrivere, valutando caso per caso, il mezzo di somministrazione più idoneo così come la concentrazione di fluoro da utilizzare, il tutto dopo attenta considerazione del rischio microbiologico effettuato con le adeguate tecniche.

2) SIGILLATURA DEI SOLCHI E FOSSETTE
La sigillatura dei solchi e delle fossette della superficie occlusale degli elementi dentali è una metodica di prevenzione della carie conosciuta ed applicata in tutto il mondo ormai da molti decenni. La metodica consiste nella chiusura meccanica delle irregolarità dello smalto dentario presenti principalmente sulla porzione masticante dei molari, dei premolari e in alcuni casi sulla superficie palatare dei denti anteriori: il tutto per impedire la colonizzare batterica dei solchi e delle fossette. 
Nei bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e 17 anni più dell'80% delle lesioni cariose si manifesta nelle irregolarità dello smalto situate sulla superficie masticante, il 74% dei solchi dei molari permanenti trattati con questi metodica preventiva si mantiene sano a distanza di 15 anni.

La sigillatura è particolarmente indicata per i primi molari permanenti: questi elementi dentali, infatti, occupano una posizione piuttosto arretrata nel cavo orale dei soggetti di 6/7 anni (ricordo che il primo molare permanente è il primo dente permanente ad uscire in arcata all'età di circa 6 anni) e quindi non sono facilmente raggiungibili dalle setole dello spazzolino. 


Per finire vogliamo ricordiamo la prevenzione di una patologia molto severa: l'ECC (Early Childwood Caries o Baby Bottle Syndrom o Carie da Biberon o Carie della Prima Infanzia). E' una manifestazione rapidamente distruttiva.
La causa principale di questa patologia va ricercata nell'uso prolungato del biberon contenente sostanze zuccherate o latte anche non addizionato con zucchero, principalmente assunti nelle ore notturne quando il flusso salivare è fortemente ridotto. 
Il quadro clinico può presentarsi con forme iniziali di demineralizzazione dello smalto fino alla completa amputazione degli elementi decidui. La localizzazione clinica riguarda più spesso la superficie vestibolare (quella che guarda le labbra) dei denti anteriori della dentatura decidua e diffonde rapidamente al resto della dentizione. In letteratura sono riportati valori di prevalenza variabili tra l'1 e il 12% nei paesi industrializzati e valori superiori al 70% nelle nazioni in via di sviluppo e nelle fasce deboli della popolazione anche in paesi ad elevato reddito.
Le principali manifestazioni cliniche dell'ECC sono il dolore, la presenza di ascessi e fistole cui si associa una frequente compromissione dello stato di salute generale con possibile conseguente malnutrizione.